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Dichiarazione di Tommaso Ciuffoletti

Tommaso Ciuffoletti
Consigliere di Arcigay Firenze “Il Giglio Rosa” Onlus

Sorprende e amareggia che i consiglieri comunali Torselli e Roselli dichiarino di non capire quali siano le attività socialmente utili che l’Arcigay svolge a Firenze.

Firenze, la città in cui Roselli e Torselli sono consiglieri comunali, è la città che solo pochi mesi fa, nella notte tra il 9 e 10 settembre del 2009, è stata teatro di un’aggressione omofoba di una violenza brutale e selvaggia. Proprio quel giorno l’Arcigay di Firenze, insieme a tante altre associazioni e con la presenza di rappresentanti delle istituzioni, sfilava proprio contro l’omofobia. Mancavano Roselli e Torselli, ma speriamo che in futuro vorranno partecipare ad altre iniziative simili, così da non dover dichiarare la loro ignoranza sulle attività di un’associazione presente e attiva da anni nella città di cui sono consiglieri comunali.

Sorprende e amareggia, sia concessa una nota personale, che dichiarazioni come quelle lette sui quotidiani nei giorni scorsi, portino la firma di un consigliere come Torselli, che pure ben conosce le difficoltà dello svolgere attività associative in questa città, dato che è uno degli animatori di Casaggì, il centro sociale di destra di via Maruffi.

Tuttavia, se tanta buonafede e tanto zelo hanno animato le intenzioni dei consiglieri comunali Torselli e Roselli, che hanno a cuore i soldi che spende il Comune, chiediamo che ne dedichino altrettanti a considerare le spese che il Comune sostiene per ripulire i muri dalle numerose affisioni illegali che proprio Casaggì non manca mai di esibire periodicamente per le strade della città.

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Sfratto ad Arcigay Firenze da parte del Comune di Firenze: Nota dell’Avvocato Andrea Quercioli

Avv. Andrea Quercioli

50129 Firenze – Via S. Gallo, 55

Telefono 055 473311 – Fax 055 472036
studio.quercioli@libero.it

La collaborazione fra il Comune di Firenze e Arcigay Firenze nasce da una convenzione tra i due soggetti; infatti Arcigay Firenze “Il Giglio Rosa” O.N.L.U.S., in quanto organizzazione a contenuto sociale, senza fini di lucro, ha diritto ad una sede concessa dal Comune all’interno del proprio patrimonio immobiliare con un canone di locazione ridotto del 90% rispetto al canone di mercato.

Su tale questione di carattere squisitamente politico si innesta invece una questione di carattere prettamente giuridico.

La sede di Via di Mezzo 39/r concessa al Giglio Rosa in realtà è un fondo inagibile e mancante di quei requisiti essenziali, quali ad esempio i servizi igienici, tali da consentire l’attività istituzionale per la quale l’immobile è stato concesso in locazione dal Comune di Firenze; tant’è che l’associazione quando deve organizzare incontri relativi alla propria attività sarebbe costretta a noleggiare a sue spese un WC chimico tipo Sebach che dovrebbe essere installato dentro la sede provvisoriamente; conseguentemente possiamo dire che i locali de quo non potrebbero essere locati a nessuna attività dietro un canone locativo di valore commerciale.

Peraltro, l’attuale sede fu data dal Comune in sostituzione di quella di Via del Leone 60 che, così come accertato dai tecnici del Comune e da perizia di parte, era addirittura pericolante e rischiava il crollo e non poteva essere resa agibile; per inciso risulta che in quel palazzo vivano tutt’ora persone di cui alcune anche anziane ed invalide sotto rischio crollo.

Conseguentemente, i problemi della sede di Via di Mezzo 39/r sorti tutti dopo il contratto – problemi che sono stati fatti presenti più volte ai responsabili del Comune, cui è stata chiesta una nuova sede ovvero l’installazione dei servizi, ma senza alcuna risposta o intervento – sono la causa da cui deriva l’attuale contenzioso con il Comune per il pagamento dei canoni, nel quale però va detto che il Comune non ha rispettato il contratto da lui stesso scritto e firmato.

Infatti, nel contratto medesimo, i locali sono concessi per l’uso esclusivo relativo all’attività istituzionale dell’associazione mentre, come detto, i medesimi sono inidonei all’uso promesso pattuito e garantito; inoltre, in relazione ai canoni, è stata data dall’associazione in garanzia una somma che copre abbondantemente i canoni scaduti e dalla quale potevano essere facilmente e legittimamente detratti i canoni pretesi, come previsto dal contratto, senza adire l’autorità giudiziaria e quindi senza aggravio di costi.

Va altresì fatto presente che proprio a causa di tale atteggiamento del Comune di Firenze Arcigay Firenze “Il Giglio Rosa” si è visto costretto ad opporsi alla richiesta di pagamento dei canoni e oggi dovrà opporsi allo sfratto tramite un proprio legale; quindi l’associazione dovrà sostenere dei costi per la sua difesa, cosa che invece il Comune non dovrà fare, posto che ha un’avvocatura interna che viene comunque stipendiata.

Va stigmatizzato che il Comune avrebbe l’obbligo di rispondere alle interrogazioni fatte dai consiglieri di opposizione spiegando la vicenda nella sua interezza e non lasciando tale compito solo alla associazione “Il Giglio Rosa” e non dovrebbe permettere che l’opinione pubblica e il Consiglio Comunale abbia una visione totalmente distorta della realtà.

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